Nella società di oggi, il bullismo rappresenta indubbiamente una delle più gravi problematiche che riguardano bambini e ragazzi. Tuttavia spesso si comincia ad utilizzare questo termine solo a partire dalla scuola secondaria, mentre per descrivere eventuali prepotenze dei bambini della scuola dell’infanzia e della primaria, gli adulti tendono a sminuirle, considerandole come semplici azioni impulsive, da “bambini piccoli”, dettate dall’inesperienza nel gestire le relazioni. Quante volte ad esempio sentiamo dei genitori giustificare determinati comportamenti aggressivi dei propri figli dicendo frasi come: “È piccolo, non capisce ancora certe cose”?
Bullismo alla scuola primaria e dell’infanzia: i dati
La realtà, però, è ben diversa. Secondo un report su bullismo e cyberbullismo del Telefono Azzurro, infatti, già nel 2017 era stato attestato che l’età di insorgenza di questo tipo di fenomeni si è abbassata drasticamente, con circa il 17% delle vittime che aveva meno di 10 anni. Compito di genitori ed educatori è quello di accorgersi tempestivamente di questi comportamenti e intervenire per prevenire che degenerino in problematiche più gravi.
La differenza tra immaturità relazionale e Bullismo
Di fronte al bullismo non c’è un vero e proprio manuale di istruzioni che genitori e insegnanti possono seguire alla lettera: ogni situazione è a sé stante e va gestita nella maniera migliore possibile per tutte le parti in causa.
Compito degli adulti di riferimento è quello di comprendere il confine, spesso molto sottile, tra la semplice “immaturità relazionale” che caratterizza inevitabilmente i bambini nei primi anni di vita e che li spinge ad agire in modo aggressivo nei confronti degli altri in determinate situazioni complicate a livello emotivo, dalle dinamiche più organizzate in termini di intenzionalità, ripetizione e asimmetria di potere tipiche del bullismo.
L’Importanza dell’intervento tempestivo
Intervenire tempestivamente, a casa come a scuola, è fondamentale per evitare che la situazione precipiti, sfociando definitivamente in una dinamica di bullismo vero e proprio. Bisogna infatti considerare che a quest’età le identità dei piccoli non sono ancora così consolidate, e allenando l’empatia è possibile evitare che determinati copioni e dinamiche si concretizzino e cristallizzino definitivamente.
Prevenzione del Bullismo: educare alla gentilezza fin dalla prima infanzia
Il “lavoro” più importante per contrastare il bullismo può essere fatto nella prevenzione, quindi prima che ci possano essere anche solo dei segnali dall’insorgere di prevaricazione e aggressione nella gestione delle relazioni.
L’educazione alla gentilezza e al rispetto, infatti, è lo strumento più potente che possiamo avere nelle nostre mani per educare i nostri bimbi fin da piccolissimi per evitare l’insorgere di problematiche legate al bullismo. Per farlo gli adulti hanno a disposizione diverse strategie.
- Dare il buon esempio: se sono praticati e non solo insegnati a parole, la gentilezza e il rispetto diventano naturalmente parte della quotidianità e del modo di comportarsi dei più piccoli. Non dimentichiamo che i bambini imparano per imitazione.
- Far passare con decisione il concetto che la gentilezza non è debolezza ma, al contrario, forza, in quanto permette di gestire più serenamente i rapporti con gli altri, nel presente come nel futuro.
- Far sentire i piccoli parte attiva di un gruppo: sia a scuola che a casa e persino nei contesti di svago, come nello sport. Se si sentono parte integrante di una collettività sarà per loro più semplice adattarsi ad alcune regole di comportamento che diventeranno la base del loro stare insieme agli altri e difficilmente cercheranno attenzioni ferendo o aggredendo qualcuno.
- Praticare spesso lo sport e il gioco di squadra: in modo da rafforzare il senso di gruppo e la capacità di confronto con gli altri e di cooperazione e negoziazione dei più piccoli. Lo sport impone anche regole precise, che vanno rispettate alla lettera e che accrescono il senso di responsabilità e disciplina dei bambini, ma anche rispetto per il proprio avversario e per il compagno di squadra.
Risorse QUID+ per combattere il Bullismo
QUID+ ha a cuore il tema del bullismo precoce tanto che ha deciso di dedicare un nuovo grande libro proprio a questo argomento, in arrivo nelle librerie a marzo 2026. Questo però, non è l’unico strumento utile in queste situazioni: L’Orologio della Gentilezza è un nostro grande libro pensato per imparare ad educare ogni giorno alla gentilezza e il rispetto.
Comunità e aggregazione come antidoto al Bullismo
Ovviamente si tratta di un percorso molto lungo, che si deve accompagnare ad ogni tappa della crescita dei bambini e che va portato avanti con convinzione sia nel percorso scolastico che nella vita domestica e comunitaria.
Qualsiasi contesto sociale in cui sono coinvolti i più piccoli, infatti, ha un impatto importante sulla loro crescita emotiva. Vivere in un quartiere in cui ci si saluta, si fa aggregazione, si cerca il dialogo con i propri vicini, così come svolgere delle attività didattiche e ludiche di gruppo che facciano sentire tutti veramente coinvolti, rappresenta il miglior antidoto possibile contro la prepotenza e la volontà di sopraffazione.
Sviluppare l’Intelligenza Emotiva nei Bambini
Se si costruiscono delle basi solide a partire da questo dettame, diventerà anche più semplice per i piccoli comprendere e dare il giusto valore a tutte le emozioni che provano o che vedono provare dagli altri e soprattutto manifestarle a parole a chi sta loro intorno quando non sono in grado di gestirle da soli. In questo modo il percorso verso una piena intelligenza emotiva sarà meno complicato.
Consigli pratici per genitori
L’educazione alla gentilezza e al rispetto, non si costruisce con grandi discorsi o regole rigide, ma con gesti ripetuti, momenti condivisi e piccoli riti familiari. Dare il buon esempio sempre, ma anche giocare o leggere insieme un libro, o semplicemente passare del tempo di qualità insieme tutte le volte che si può rappresenta il miglior modo per raggiungere questo obiettivo senza sforzo e mediante l’affetto.
Per prevenire al meglio il bullismo e costruire di conseguenza una società migliore per oggi e per domani, occorre insomma essere famiglie e comunità unite ed educate alla gentilezza.





