Quella per l’oscurità rappresenta una delle paure più diffuse tra i bambini e può avere un impatto su tutta la famiglia. Ecco una guida pratica per genitori per affrontarla in serenità.
Quante volte a qualsiasi genitore è capitato di essere svegliato nel bel mezzo della notte perché i più piccoli non riescono ad addormentarsi per la paura del buio? Si tratta di una situazione tipica di molte le famiglie, perché quasi tutti i bambini attraversano, almeno per un periodo della loro crescita, una fase di timore nei confronti degli ambienti oscuri.
Finché si tratta di episodi isolati, non ci sono problemi, ma se questi comportamenti diventano abituali, compromettendo la qualità del sonno dei piccoli e delle loro famiglie ma anche rendendo complicata la gestione di qualsiasi momento in cui i più piccoli si ritrovano al buio (ad esempio durante un blackout), allora la situazione può trasformarsi in qualcosa di più serio. Ecco alcuni consigli che possono aiutare i genitori a gestire situazioni di questo tipo.
Come nasce la paura del buio?
La paura del buio insorge attorno ai 2-3 anni e fa parte delle paure legate all’età, quelle cioè che compaiono quando i più piccoli si trovano ad affrontare nuove esperienze e, a causa della loro loro fervida immaginazione, hanno difficoltà a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Ecco che allora uno spazio buio, anche quando è famigliare come la propria cameretta, diventa un potenziale nascondiglio di mostri, fantasmi e creature terrificanti, condizionando sia il sonno che la veglia, ogni volta che i bimbi si trovano di fronte a un luogo oscuro.
In generale questa, come tutte le altre paure legate alla crescita, tende a risolversi in modo autonomo intorno ai 5-6 anni d’età, ma nel caso in cui persistesse potrebbe essere indice di un disagio più grave. In questo caso la cosa migliore da fare è chiedere il parere del proprio pediatra per capire se è necessario rivolgersi a uno specialista.
Ascolto ed empatia: le prime chiavi per gestire le paure da parte dei genitori
Non bisogna mai dimenticare che difficilmente i bambini esprimono con chiarezza le proprie paure. Anziché frasi come “Ho paura del buio”, più spesso preferiranno usare espressioni come “Voglio dormire nel lettone” o “Non voglio andare a dormire”. Per questo è sempre fondamentale, da parte dei genitori, ascoltare con attenzione ed empatia, facendosi spiegare concretamente e nello specifico che cosa li preoccupa, in modo da intervenire in modo mirato.
È molto importante tenere a mente che le paure dei piccoli non sono paure piccole, anche se possono apparire come assurde o ridicole. Ricorrere a frasi-scorciatoie come “non c’è niente di cui aver paura” o “solo i bimbi piccoli hanno paura di questa cosa” per placare i momenti di crisi dovuti alla paura, sia essa del buio o di qualsiasi altra cosa non è mai la soluzione. In queste situazioni la reazione biochimica istintiva è molto più rapida rispetto al pensiero razionale e di conseguenza sminuire l’emozione provata dai più piccoli significa passare il messaggio che essa sia sbagliata, svalutando le sue sensazioni e il suo stato d’animo.
Solo una volta che i piccoli si sentiranno validati nelle loro emozioni, anche in quelle di difficile gestione come la paura, si potrà procedere con le strategie migliori per offrire delle soluzioni concrete ai problemi dei più piccoli.
Cosa possono fare concretamente i genitori?
Quando i più piccoli manifestano determinate paure, compito dei genitori è insomma quello di accompagnarli passo dopo passo verso la risoluzione del loro problema. Possono farlo seguendo alcune semplici indicazioni:
- Ascoltare attentamente i più piccoli, cercando di indagare la vera causa alla base delle loro paure, senza mai sminuirli né ridicolizzarli.
- Fornire rassicurazioni ai bambini, chiedendosi e chiedendo loro cosa è possibile fare per loro. Se i piccoli sentono la presenza degli adulti al loro fianco avranno a disposizione una base sicura per affrontare insieme i propri timori.
- Dare spiegazioni che possano aiutarli a comprendere quello che sta succedendo, riprendendo eventuali comportamenti inaccettabili. È giusto che si sentano liberi di provare anche le emozioni più intense, ma questo non li autorizza a comportarsi come vogliono senza freni.
- Proporre soluzioni e “allenamenti” costruiti su misura sulla paura che sta provando per imparare a superarla in autonomia, pur non facendo mai mancare il proprio sostegno.
Conclusioni: imparare a gestire la paura… senza paura!
La paura, come tutte le emozioni difficili da gestire, non è un’emozione negativa, da reprimere o scacciare con forza, ma una reazione emotiva universale, da accettare e con cui è fondamentale imparare a convivere fin da piccolissimi.
Accompagnare i bambini in questo percorso di gestione della paura, a partire da quella del buio e poi con tutte le altre che incontreranno nel corso della loro crescita, significa diventare dei veri e propri “allenatori”, in grado di far crescere giorno dopo giorno i piccoli a livello emotivo.
Per approfondire questa e tutte le altre paure tipiche dell’infanzia QUID+ mette a disposizione dei suoi lettori la raccolta di racconti Tante paure, senza paura.





