Allenare le competenze relazionali dei bambini fin dalla più tenera età consente di crescere degli adulti più felici e realizzati. Scopriamo le principali strategie per portarla avanti in modo sano ed equilibrato.
Sempre più spesso, leggendo i giornali o guardando la tv si sente parlare di femminicidi, bullismo, cyberbullismo e violenza tra giovani. Di fronte a questi fatti di cronaca è normale, provare preoccupazione e chiedersi in quale società stiano crescendo i nostri figli. Sebbene questi fenomeni abbiano cause complesse, molti hanno un elemento in comune: la difficoltà a costruire relazioni sane, basate sul rispetto reciproco, sull’empatia e sulla gestione costruttiva dei conflitti. Per questo motivo, nel percorso di crescita dei più piccoli, oltre che allo sviluppo delle principali competenze e abilità cognitive, a scuola come nella vita di tutti i giorni diventa fondamentale dedicare spazio all’educazione affettiva, fin dai primi anni di vita.
Che cos’è l’educazione affettiva?
Con il termine educazione affettiva si intende l’insieme delle competenze che consentono ai bambini di migliorare nella loro capacità di costruire relazioni sane e durature con chi li circonda. Non consiste, dunque, solo nel riconoscere, comprendere ed esprimere le proprie emozioni, ovvero nell’educazione emotiva, ma anche nell’entrare in relazione con gli altri in modo rispettoso e consapevole. L’educazione emotiva, insomma, è il primo step da compiere per raggiungere una gestione sana dei propri rapporti interpersonali.
Le ricerche in ambito psicologico e neuroscientifico mostrano che la capacità di costruire relazioni positive rappresenta uno dei più importanti fattori di benessere e soddisfazione nel corso della vita. Proprio per questo, compito dei genitori è quello di accompagnare i piccoli passo dopo passo in questa missione, che rappresenta una sfida cruciale per crescere adulti di domani emotivamente consapevoli e responsabili nella gestione dei propri rapporti interpersonali, scongiurando alcune delle dinamiche sociali “tossiche” citate in precedenza.
Le competenze sviluppate attraverso l’educazione affettiva
Educare affettivamente i più piccoli non consiste semplicemente nell’insegnare ai bambini a essere gentili sempre e comunque. Significa aiutarli a sviluppare alcune competenze essenziali per il loro presente e il loro futuro quali:
- l’empatia;
- la capacità di ascolto;
- il rispetto dei confini propri ed altrui;
- la capacità di riconoscere e gestire le emozioni che provano;
- la comunicazione efficace;
- la risoluzione dei conflitti.
Queste abilità non nascono spontaneamente né si acquisiscono tutte da sole con la crescita, ma vanno costruite giorno dopo giorno attraverso l’esempio degli adulti, il dialogo quotidiano e le esperienze relazionali vissute in famiglia e nei contesti educativi.
L’importanza di iniziare presto
I primi anni di vita rappresentano una finestra particolarmente importante per ogni tipo di apprendimento, compreso, ovviamente, quello che riguarda gli stati emotivi che naturalmente proviamo (link ad altro articolo). È proprio durante l’infanzia che il cervello sviluppa le basi delle competenze socio-emotive e che i bambini iniziano a costruire la propria immagine di sé e degli altri. Quando un adulto accoglie le emozioni del bambino senza giudicarle, lo aiuta a dare un nome a ciò che prova e lo accompagna nella ricerca di strategie efficaci per affrontare le difficoltà, sta facendo educazione emotiva. Allo stesso modo, quando insegna a rispettare i turni, a chiedere scusa, a esprimere un disaccordo senza aggressività o a riconoscere il punto di vista di un’altra persona, sta offrendo strumenti preziosi di educazione affettiva che lo accompagneranno per tutta la vita.
Investire nell’educazione affettiva significa quindi fare prevenzione. Non esiste una formula magica capace di eliminare ogni forma di disagio o violenza, ma crescere bambini e ragazzi con buone competenze emotive e relazionali consente loro di avere maggiori probabilità di costruire rapporti equilibrati, riconoscere dinamiche relazionali problematiche e chiedere aiuto in caso di bisogno. Educare alle emozioni e alle relazioni non è un’aggiunta facoltativa al percorso di crescita: è una delle competenze più importanti che genitori ed educatori hanno il compito di trasmettere alle nuove generazioni per aiutarle a diventare consapevoli, rispettose e capaci di contribuire al benessere proprio e della comunità.
Come capire se si è in grado di praticare l’educazione affettiva con i più piccoli?
Di fronte a questa esigenza è naturale per i genitori chiedersi se sono davvero in grado di insegnare di a gestire i rapporti interpersonali. Ecco perché QUID+ ha deciso di dedicare il suo sondaggio annuale proprio al tema dell’educazione affettiva.
Rispondendo a queste domande i genitori potranno fornire al team di QUID+ degli spunti interessanti per la realizzazione dei prossimi libri e giochi educativi su questi temi e riceveranno una risorsa gratuita per accompagnare i propri piccoli nel loro percorso di alfabetizzazione emotiva, il primo passo per raggiungere l’intelligenza emotiva e costruire rapporti sani e duraturi con chi li circonda. Perché insegnare ai bambini a comprendere e nominare bene cosa provano, e quindi a stare bene con sé stessi, è il primo passo per consentirgli di stare bene anche con gli altri.






