Crescere… genitori consapevoli

Ogni giorno come genitori siamo esposti a migliaia di informazioni su come dovremmo allevare il nostro bambino: programmi TV, siti, blog, social, libri e riviste di settore si moltiplicano e i consigli che riceviamo spesso sono contraddittori e non fanno altro che confonderci.

Da un lato, in generale, i genitori sembrano essere sempre più preoccupati, non sapendo come comportarsi e facendosi trascinare da una scuola di pensiero all’altra come banderuole al vento. Dall’altro, i bambini appaiono sempre più fragili, perché non riescono a riconoscere nell’adulto quella guida di riferimento forte e coerente di cui hanno estremo bisogno per imparare a muoversi nel mondo con curiosità, forza e sicurezza.

Questo, come dimostrano le statistiche, sta portando ad una crescente fragilità emotiva, psicologica e relazionale non solo le nuove generazioni ma la società intera.

Come possiamo muoverci fra tutte queste teorie?

Dobbiamo forse prendere una laurea per crescere il nostro bambino? Certo che no!

Di conoscenza ormai ce n’è tantissima. Ora è giunto il momento di selezionare pochi principi cardine, che possano essere comprensibili e realmente praticabili e che, soprattutto, siano in grado di dare effettivi benefici alle famiglie. La psicologia, per esempio, attraverso il metodo scientifico da sempre cerca di individuare le variabili che più di altre determinano un particolare risultato e, per nostra fortuna, in ambito educativo qualcosa di molto importante è stato individuato!

Teoria dell’attaccamento

Riguardo l’educazione dei bambini, quello che ormai è considerato un vero e proprio pilastro in psicologia, è la cosiddetta “Teoria dell’attaccamento“, nota in ambito professionale ma purtroppo ancora poco conosciuta al grande pubblico. La teoria nasce grazie agli studi osservativi dello psicologo John Bowlby e si sviluppa successivamente con i fondamentali contributi di Mary Ainsworth e Mary Main. Studiando il comportamento tra genitore e bambino in specifiche situazioni, questi studiosi si accorgono che pochi e semplici parametri sono sufficienti a valutare la qualità dello stile educativo genitoriale e, soprattutto, a valutare e prevedere il benessere presente e futuro dei figli in vari ambiti della vita.

Come faccio a sapere se il mio modo di educare è equilibrato?

Grazie alla Teoria dell’attaccamento si può valutare in modo relativamente semplice se il nostro stile educativo è adeguato o necessita di correzioni.

I bambini agiscono e gestiscono lo spazio in particolari momenti definiti “eventi segnale”, indicatori molto visibili e chiari di quello che sta accadendo, soprattutto se i bambini sono piccoli, quando i loro comportamenti e le loro reazioni sono totalmente “sincere” e prive delle maschere e dei condizionamenti che con il passare del tempo si apprendono dalla società. È importante individuare correttamente come questi diversi comportamenti e queste diverse situazioni si mescolano e interagiscono tra loro.

Cosa fare quindi?

È importante come genitori prendere la consapevolezza della necessità di imparare a:

– riconoscere, leggere e interpretare correttamente i comportamenti e i segnali di attaccamento del nostro bambino.

regolare la nostra “distanza fisica e psicologica” in modo che ad ogni situazione la nostra risposta come adulti di riferimento sia equilibrata. Non deve essere né oppressiva, perché rischierebbe di soffocare la libera iniziativa o di generare fragilità e dipendenza, né troppo blanda, perché potrebbe far sentire i nostri figli soli, privi di supporto e protezione.

Ecco perché QUID+ ha pensato al libro “Crescere con la testa e con il cuore”, scritto dal Dott. Nicola Tomba. Un testo ricco e completo, ma allo stesso tempo facile ed attuabile, che può aiutarci a individuare quei pochi aspetti essenziali che possono fare la differenza per la maturazione del nostro bambino sia dal punto di vista intellettivo che dal punto di vista emotivo, psicologico e relazionale, ambiti sempre più critici nel mondo moderno.

Photo by David Straight on Unsplash

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